PNRR: cosa cambia in Italia per le Piccole e Medie Imprese

Le PMI avranno diversi vantaggi dal PNRR, un piano di ripresa economica che abbraccia sei diversi ambiti e che si pone obiettivi ambiziosi.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (più genericamente PNRR) è un pacchetto di investimenti e riforme che abbraccia sei ambiti differenti.

Vale a dire digitalizzazione, innovazione, competitività̀, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute.

In ogni mission le PMI sono direttamente interessate per il rilancio dell’Italia. In termini sia economici che strutturali.

PNRR, un’Italia sempre più digitalizzata

La centralità della questione relativa alla digitalizzazione ha un impatto di 49,2 miliardi ed è volta a sostenere l’innovazione del sistema produttivo in due particolari settori: il turismo e la cultura. Il potenziamento della banda ultra-larga in aree con scarso appeal di mercato è una misura importante di sviluppo. E’ tutta a beneficio delle imprese e della loro trasformazione digitale, dalla quale ormai non si può più prescindere. Non a caso, sono anche previsti incentivi per l’adozione di tecnologie innovative. Per le aziende dei settori turismo e cultura sono previsti interventi di valorizzazione dei siti storici e di miglioramento delle strutture turistico-ricettive. L’orientamento è favorire l’internazionalizzazione delle PMI, con uno stanziamento di oltre 2 miliardi di euro.

Un mondo più green

La seconda mission del PNRR incide per circa 68,6 e abbraccia l’ambito ecologico. Gli incentivi previsti sono finalizzati ad incrementare l’efficienza energetica di edifici privati e pubblici (come il Superbonus 110%). Inoltre vogliono dare nuovo slancio alle imprese del settore edile.

Si prevede che, grazie a queste misure, saranno circa 50mila gli edifici ristrutturati l’anno. Particolare attenzione è dedicata all’agricoltura sostenibile e alla capacità di gestione dei rifiuti.

I trasporti

Il settore dei trasporti e delle infrastrutture è legato al punto precedente, ma per tale scomparto sono stati stanziati 31,4 miliardi. Vige sempre il concetto della sostenibilità estesa a tutte le aree del Paese e prevede anche investimenti nei trasporti ferroviari ad alta velocità. Il focus maggiore è dedicato al centro-sud, dove le linee ferroviarie regionali sono insufficienti al fabbisogno della popolazione in diverse aree. Anche le zone portuali vengono abbracciate dagli interventi auspicati.

Il PNRR e la ricerca

Ci sono 31,9 miliardi di euro da investire sul futuro dei giovani e della ricerca scientifica. La disciplina dei dottorati verrà rafforzata, aumentandone il numero di circa 3mila unità. Inoltre si cercherà di sviluppare un’istruzione professionalizzante con il rafforzamento della filiera della ricerca e del trasferimento tecnologico.

Inclusione e coesione

Nel PNRR l’inclusione e la coesione sono state ritenute situazioni da sostenere con vigore. Da qui il distaccamento di 22,4 miliardi con l’importante obiettivo di facilitare la partecipazione al mercato del lavoro. Il tutto attraverso il rafforzamento delle politiche attive del lavoro e dell’inclusione sociale. Oltre alla riforma dei centri per l’impiego, sono previsti incentivi per l’imprenditoria femminile con la creazione di un nuovo Fondo impresa donna.

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